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31 Lug 2010 |  20:44  
 

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Insieme contro le barriere
Inviato da : Redazione Lunedì, 06 Ottobre 2008 - 10:12
LE NOTIZIE DALLA CITTA' TIBURTINA Municipio V, campagna di informazione in favore della mobilità dei diversamente abili

Il piano di combattimento contro le barriere architettoniche parte dalla rilevazione di quelle esistenti e dall'informazione sui problemi relativi alla pari accessibilità. L’iniziativa si sta realizzando grazie alla collaborazione tra la Consulta dell'Handicap, l'Occhio e l'associazione Gruppo Sport Natura, con il patrocinio del Municipio Roma V.  Già da gennaio la Consulta dell’Handicap sta lavorando alla mappatura degli ostacoli che pregiudicano la mobilità dei portatori di handicap nei quartieri del municipio.

 

Tra marciapiedi dissestati, varchi ostruiti e scivoli mancanti,  si è avviata la perlustrazione dei quartieri municipali e la numerazione progressiva degli ostacoli incontrati sulla via della pari mobilità. Procede così il lavoro certosino avviato in V Municipio per il censimento delle barriere architettoniche. All'opera di ricognizione lavorano Achille Antoni, Paola Alcanterini, Angelo Pellegrini e Claudio Perazzini, che insieme formano l'intero team della Consulta dell'Handicap.

I primi risultati dell'indagine riguardano Colli Aniene, dove sono state censite 54 barriere conteggiando con un'unica unità i diversi impedimenti che convergono in un punto. In 24 casi gli ostacoli non riguardano esclusivamente disabili, mamme con passeggini e anziani dalle ridotte capacità motorie, ma qualsiasi persona che attraversi la zona a piedi: tanti sono le strade intransitabili, i marciapiedi dissestati e gli attraversamenti impossibili che interrompono la continuità di passo. Ventinove sono invece i dislivelli che vietano il passaggio a carrozzine ed analoghi ausili alla mobilità. In 26 punti scivoli e rampe sono del tutto assenti; altrove sono inagibili perchè bloccati da dissuasori o inutili perché inadeguati al piano stradale.

In prossimità del mercato comunale di via Sacco e Vanzetti mancano i posteggi dedicati, mentre in via Alberini l'assenza di scivoli interrompe il tragitto per il cinema Tristar. Non meno arduo l'accesso al parco Baden-Powell, bloccato da cordoli e dissuasori su Via Massini. Molte le vie impossibili o pericolose da percorrere, come per esempio via Galati, che, oltre a non avere scivoli sull'angolo del bar, è intransitabile per un lungo tratto e non può essere attraversata in sicurezza nella direzione di via Caleffi. Diversi i casi in cui è impedito il transito per farmacie e supermercati, e numerosi sono anche i bar e i negozi che ingombrano la carreggiata con tavolini esterni o espositori pubblicitari. Su Viale Palmiro Togliatti mancano completamente le rampe che permetterebbero di accedere ai sottopassi della metro Ponte Mammolo, e questo nono-stante la presenza di posteggi dedicati presso l'adiacente area di sosta. All'angolo con Viale Bardanzellu, sul lato del Liceo Croce, manca lo scivolo per l'attraversamento pedonale: di certo così agli studenti in carrozzina non si riserva la migliore accoglienza.


Diversamente mobili, si può
Non è solo uno slogan, ma è ripensare la mobilità a partire dalla pluralità dei corpi

Uscire di casa, chiamare l'ascensore e percorrere sul marciapiede i 100 metri che vi separano dal caffè più vicino. Pensate che sia facile? Ma se il pulsante dell'ascensore è più alto di metà della vostra altezza, e voi non potete fare a meno di prenderlo…e i 100 metri prima del bar sono un percorso a ostacoli riservato ad atleti professionisti…e se infine, ciliegina sulla torta, giù in strada vi aspettano mille occhi diffidenti…beh, scommetto che fareste a meno del caffè. E rinuncereste anche al movimento, all'aria aperta, al contatto con la gente per cui il caffè da bar era, in fondo, soltanto un debole pretesto. La vita di chi non è mediamente abile è spesso così, votata alla rinuncia a causa di uno spazio che concede qualche libertà di movimento solo a chi ha una conformazione fisica perfettamente conforme alla norma e non sta spostando altro peso in aggiunta al proprio corpo.

Diversamente mobili non è uno slogan da riciclo. E  neppure uno dei soliti eufemismi, magari dettati da nobili intenzioni, ma grondanti sempre ipocrita pietismo. I portatori di handicap potrebbero essere davvero diversamente mobili. Se solo, scomponendo il gioco di parole, riuscissimo a porre mente in maniera diversa all'idea di mobilità. Nulla di trascendentale. Si tratta anzi di far ritorno all'idea più naturale e primitiva, quella al corpo e alla sensibilità, a monte di auto e motori, reconditi interessi e pregiudizi di falsa convenienza. Occorre ripensare la mobilità a partire dalla pluralità dei corpi, attivare ogni ausilio suggerito dall'intelligenza e dotarsi di uno spirito di collaborazione che nulla abbia a che fare con la pietà.

Strade da passeggio, marciapiedi continui e scivoli per bici e carrozzelle renderebbero tutti diversamente mobili: anziani e bambini, distrofici e ciclisti, ciascuno libero di muoversi secondo le proprie specificità. In attesa e nella speranza di spazi accessibili a tutti non ci troviamo però nelle stesse condizioni di partenza. Un dissesto o un vetro rotto sul marciapiede per chi ha l'uso delle gambe sono ingombri scomodi e irritanti, ma per chi gira in carrozzina sono attentati alla mobilità che, qualora non visti possono bucare le ruote, mentre se avvistati per tempo obbligano a rinunce e deviazioni.

L'assenza di rampe a un dislivello passa inosservata ai più, ma può mettere in difficoltà un vecchietto ed è un valico insormontabile per chi si trova su una sedia a rotelle. In un mondo che proibisce uguali diritti alla mobilità non esistono diversamente abili, ma soltanto normodotati e disabili. Un termine, quest'ultimo, che induce diffidenza e irritazione, che nel peggiore dei casi fa pensare a stranezze e privilegi; nel migliore devia da un 'adeguato approccio alla realtà dell'handicap.


Segnala gli ostacoli, nel tuo quartiere, che limitano la libertà delle persone
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